
In rosso, abbiamo le zone prese in esame in precedenza,il teatro, il tempio di Apollo e Bellona e del Campidoglio, quindi dove i cerchi rossi sono tagliati si trovano il foro olitorio e foro boario; in celeste la porticus (119 X 132 m) che Q. Cecilio Metello Macedonico fa erigere dopo la vittoria sui Macedoni di Andrisco e sui Greci, nel 146, anno della sua censura. Metello inglobò all’interno del suo quadriportico, il tempio a Iuno Regina eretto da M. Emilio Lepido nel 179, che affianca il tempio di Juppiter; i due templi assumono un valore bellico. La porticus fu distrutta intorno all’anno 30 e fu ricostruta con il contributo di Ottavia, sorella di Augusto e da allora tutta l’opera fu ribattezzata Porticus Octaviae. Accanto alla porticus vi è l’ Aedes Herculis Musarum (179 a.C.) opera di Marco Fulvio Nobiliore, il quale per la prima volta riutilizza simulacri greci come immagini di culto, per via dell’introduzione a Roma del culto ellenico di Ercole delle Muse. Questo gesto rappresentò un grande evento propagandistico dopo la vittoria sulla città etolica di Ambracia. In marrone l’area del Circo Flaminio, utilizzato per i giochi plebei dal 220 a.C. ; in arancio lo stagno di Agrippa ritrovato da poco tempo e in giallo il Pantheon, dedicato dallo stesso Agrippa. In verde vi è l’area del primo teatro in muratura a Roma ( 55 a.C. ), quello di Pompeo ( con tempio di Venere Vicitrice in summa cavea, cioè sulla sommità ) con annessi giardini, ricostruiti per sommi capi grazie alla rinvenuta forma urbis di età severiana e con subito dopo i 4 templi evidenziati in rosa, i quali (tranne quello D distrutto) sono visitabili nell’area di largo Argentina (da sinistra verso destra in foto qui sotto), tempio A= tempio Giuturna, tempio B= Tempio Fortuna, tempio C= tempio Feronia, tempio D= tempio Lari Permarini ).
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